Critica

Rossella Montagna pittrice - CRITICA
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giorgio palumbi
Giorgio Palumbi

Critico d’Arte - Roma 2020

Alla molto cara Rossella Montagna, sensibile e capace Artista, che con la sua delicata sensualità ha saputo trasmettermi il fascino del proprio mondo interiore ricolmo di “Luce”, dedico un “pizzico” della mia passione per l’Arte, empaticamente simile al suo.

paolo levi
Prof. Paolo Levi

Critico d’Arte, Giornalista, Saggista

Le donne assai belle di Rossella Montagna si presentano come suggestive icone della nostra contemporaneità. I loro corpi immortalati in pose statuarie, di immediato impatto visivo, sono costruiti attraverso volumetrie calibrate, definiti da sfumature cromatiche vellutate e raffinati giochi di luci e ombre, che esprimono un’intensa carica erotica, richiamando alla mente certe immagini di Tamara de Lempicka. Raffigurate sdraiate o sedute o in ginocchio, queste figure femminili non sono mai completamente nude, ma sempre avvolte da drappeggi solcati da pieghe che contribuiscono a metterne in risalto la profonda sensualità. Appaiono muoversi in contesti sospesi, talvolta quasi surreali, finalmente libere ed emancipate da ruoli imposti e per questo in grado di esprimere con forza i loro sentimenti più intimi, le loro inquietudini e le pulsioni più profonde senza falsi pudori o tabù ormai abbattuti.

Maria Gabriella Guglielmi
Prof. ssa Maria Gabriella Guglielmi

Docente di Storia dell'Arte Contemporanea

Più reale di una fotografia: questo l’obiettivo della giovane artista Rossella Montagna che si sforza di interpretare il reale con la massima lucidità, andando oltre il realismo stesso. Con stile giovane, colorato, brillante e la tecnica del “Trompe-l’oeil” (che inganna l’occhio), la pittrice ci descrive con minuziosa ironia la realtà dei consumi che quotidianamente viviamo, con lo spirito leggermente polemico della “Pop Art” degli anni ’60. Partendo dallo studio della luce del Caravaggio e del Barocco seicentesco, la pittura di Rossella si ricollega al filone americano dell’Iperrealismo, in particolare del pittore Fritz Kothe.

RadiniTedeschi
Conte Daniele Radini Tedeschi

Critico d’Arte

La produzione di Rossella Montagna, nella sua autonomia stilistica, è fortemente legata alla tradizione. Il raffronto più immediato è con la pittura del Savoldo, primo grande virtuoso dei panneggi, sapiente maestro nel dipingere raso, seta e stoffe pregiate; l’altro è con Balthus, per l’innocenza ambigua dei suoi soggetti. “Appartengo alla luce” è un quadro sensuale, ove il languore nel sonno amplifica la sua voluttà e il desiderio diviene totale. Il niveo candore delle lenzuola, torte e curvate dal piacere, costruisce un labirinto ottico ove la gioia è perdersi.
In “Attesa” e “Riflessioni” la donna, protagonista della narrazione, è descritta nella sua interiorità, con le sue soste, i suoi pensieri, le sue debolezze. La realtà della vita non lascia spazio all’Ideale e al sacro: solo il piacere e l’attesa di esso nutrono la solitudine umana.

gianni latronico
Gianni Latronico

Critico d’Arte e Giornalista - Matera

L’ARTE AL FEMMINILE DI ROSSELLA MONTAGNA
I nudi artistici di Rossella Montagna non sono mai totalmente svestiti, ma sempre parzialmente ricoperti da abbondanti panneggi, che ne modellano la forma, aderendo perfettamente alle movenze del corpo e dell’anima. Essi presentano le pieghettature della Lempicka, le velature del Pontormo e le lumeggiature del Vermeer, in un gioco di luci ed ombre, inspiegabile con le sole leggi del chiaroscuro e comprensibile nel tormento dell’artista. Esso si manifesta negli occhi tristi, nei lineamenti tirati, nei gesti cadenti, in netta contrapposizione con corpi splendidi, posture statuarie, atteggiamenti ambigui, che equilibrano il tutto in una catarsi liberatoria.

Donne sdraiate, donne sedute, donne in ginocchio affollano un teatrino multicolore, tra il brusio delle ali di farfalle e lo sfavillio delle luci della ribalta, sul palcoscenico dell’arte, in una recita a soggetto ed in un’espressione unica.
E’ finalmente giunto il momento in cui la donna può gridare al mondo i suoi reconditi sentimenti, le sue arcane paure, le sue pulsazioni nascoste e svelare le sue carte, senza desueti tabù, falsi pudori, velate ipocrisie. Il tutto non è dichiarato in termini espliciti, ma sottotono, in penombra, con voci appena sussurrate in una tavolozza ricca di segni fluidi, forme sinuose ed immagini suggestive, con un tocco morbido, incisivo, vellutato. I drappeggi di Rossella Montagna evidenziano le pieghe dell’anima femminile, per abbatterne le barriere, spezzarne i legami, demolirne gli ostacoli e farne apparire le virtù, i valori, i pregi, finora calpestati dallo strapotere maschilista.
La forma è fluida, la luce è carezzevole, il volume è rotolante ed il colore si va sfumando in nuances indefinite e connotazioni psicologiche, coinvolgenti ed intriganti.
Presenze inquietanti, ambienti surreali, situazioni sospese parlano di un profondo coinvolgimento interiore e di una vocazione artistica, votata all’espansione dei sensi, attraverso i palpiti della carne e i fremiti dello spirito. Delicate sfumature sottendono una calda sensualità, un sognante romanticismo ed una carica erotica, che esplodono in colori squillanti, toni suadenti e musica visuale.
Il distacco tra soggetto ed oggetto, autrice e modella è avvertibile nella mescolanza diretta sulla tela di colori caldi e freddi, primari e secondari, fondamentali e complementari, che placando la tensione psichica, accentuano l’ispirazione artistica. Rossella Montagna conserva in sé il dono dell’infinito e lo difende ad oltranza, contro le avversità della vita, l’incomprensione degli uomini e le difficoltà del mondo, in quadri pieni di fascino, di incanto e di seduzione.

Lea Aprico
Lea Aprico

Giornalista e Critico d’Arte

NEL SEGNO DI ROSSELLA
Non si può scrivere di Rossella Montagna, questa novella Camille Claudel, senza guardare contemporaneamente le sue tele. Ma da quale angolazione la giovane pittrice spia il mondo delle donne (che è il suo mondo) immettendosi in prima persona nella vita ideale, nei movimenti, nei desideri, nelle trasgressioni, di queste sue creature incorporee che raccontano la sua vita del “vorrei e non posso”? Perchè tutto il tracciato, idealmente, propone la ricerca di se stessa attraverso una narrazione che modernamente si potrebbe definire di creatura virtuale, che l’Artista fa agire, interagendo lei stessa.

Un mondo all’apparenza estroso, spiritoso, di vento che trasporta, ma con un piedistallo introverso e pensieroso. Rossella muove i fili della vita un pò come faceva il grande Fellini, rimuove la realtà dai bisogni contingenti, piccoli piccoli, per immettersi in un mondo a tratti surreale, a tratti da cartellone pubblicitario, con quel tanto di filosofia della vita che fa soffermare nella speranza che, in un finale, quelle adorabili creature possano muoversi, “scendere” dai quadri, proprio come nelle favole, o nei film, e poi rientrare e tornare statiche, lasciando un segno di pensosa perplessi
E’ molto difficile leggere quello che veramente agita la mano di Rossella Montagna; c’è una profonda ispirazione e una cultura che va al di là della didattica scolastica e accademica: è l’ispirazione che non ha spiegazioni, nè confini. E’ un pò come il miracolo per chi crede. Difficile compito, quindi, che fin dalle prime occasioni di notare le sue opere il mio fiuto mi ha suggerito: che c’era quel “quid” che ha un futuro. Il suo percorso sembra trarre spunto, sempre, da qualche folgorazione sulla via di Damasco, un pò come cogliere “l’attimo fuggente” della vita, in quel momento. O mai più. Il mondo di Rossella è nel suo nome? Anche. In questo mondo e momento che si sponsorizzano tanto (in teoria) le donne, diamo un piccolo contributo, onesto, affinchè, l’ Arte al femminile, viva!

LORENZO FILIPPIN
Lorenzo Filippin

Gallerista - Milano

Personalmente ritengo che l’Artista Rossella Montagna possieda la forza e la costanza necessarie per in futuro pieno di soddisfazioni, un personale senso estetico e una viva capacità di rappresentare l’Arte abbinata ad una particolare sensibilità, qualità indispensabile per chi voglia veramente definirsi Artista.

marisa saracino
Marisa Saracino

Professoressa associata di Lingua Inglese nella Facoltà di Economia

dell’Università degli Studi del Salento

LA MONTAGNA INCANTATA
Prima del fumo, della fuliggine, dello smog, dello spot, c’era la luce. E in quella luce c’era una piccola-grande donna che voleva mettersi in viaggio: un paio di scarpette colorate e via si va, per la grande avventura. E’ una storia che ebbe inizio tanto, tanto tempo fa, molto prima che arrivassero le scarpette, prima delle calze di seta, la moda, le cover-girls. E’ una storia dalle grandi ali, remote e favolose, intessuta di Dolci inganni, Vite scolpite, Veneri dormienti, Danze surreali, Vanità, Sogni.

E nell’opera di Rossella Montagna la favolosa storia si racconta nei dettagli, qua e là illuminati dall’abbagliante candore di un corpo, una tunica, un filo di perle, un lenzuolo che ora è nido, ora prigione e morte, accanto a una clessidra che splendida misura di ogni attimo il trascorrere.
Il senso del tempo è infatti un dato implicito, ma decisamente non secondario nelle strategie di un’opera che ha il fascino della musica e della poesia e come queste ha il potere di trasportare il corpo e l’anima del fortunato visitatore in una sorta di gioco d’identificazione e di sfida. Quale può essere l’alchimia di quest’arte così forte eppur delicata, così persuasiva eppur problematica? Quale la possibile definizione di un’arte così rapida nelle associazioni, magistrale nei contrasti, fedele al pensiero e al sentimento insieme? Viene in mente la poesia metafisica, nel senso che il grande poeta T.S. Eliot attribuiva alla grande poesia del ‘6oo inglese: capacità tutta classica di trasformare le idee in sensazioni, l’osservazione in stato della mente.
Al di là delle possibili definizioni, quella di Rossella Montagna è senza ombra di dubbio l’espressione di un’arte forte e matura, capace di farsi strada nella Babele quotidiana a mostrare – a futura memoria – quanto l’arte di una piccola-grande donna abbia potuto trasformare l’Oscura materia dei nostri giorni in un gioiello vitale e splendente.

maria pia romano
Maria Pia Romano

Giornalista e Critico d'Arte

VIVEZZA SCONCERTANTE
Vivezza sconcertante di cromie, arguzia compositiva, sfaccettatura vibrante di chiaroscuri che esaltano le forme e le cose: nel prezioso fare pittorico di Rossella Montagna si legge un intero universo interiore che palpita e sospira sotto l’apparente impersonalità della trattazione. Un Iperrealismo intrigante nella sua immediata schiettezza, che rivela subitaneamente l’abilità di una mano che ha fatto suoi tavolozze e pennelli e si muove con estrema padronanza sulla tela, ma che cela anche nuclei semantici da scandagliare, al di là della bellezza sfolgorante che cattura lo sguardo.

E’ l’impatto che stordisce ed inebria: l’incontro con queste atmosfere energeticamente vitali in cui il particolare diviene opera d’arte, l’oggetto si eleva a soggetto e la luce orchestra visivamente lo spazio; ma c’è dell’altro. Ed è un qualcosa che si legge respirando la dimensione artistica globale di Rossella Montagna, un’emotività di fondo che è sostanziale ed autentica, che si racconta senza svelarsi mai del tutto, nel fascino di una natura morta, nelle pieghe intriganti di un lenzuolo su un letto disfatto, nell’intensità di una donna ripiegata su se stessa, sola mentre tutte le altre sedie sono desolatamente vuote. Rossella Montagna dipinge oggetti reali, persone, animali, mai senza un’ombra di tristezza che rende effimere le apparenze, illusorie le certezze; si ha la netta sensazione che l’Artista aneli ad un mondo più vero, diverso, che risplenda di colori vividi e puri, che inciti, anzi, a “colorarlo”, gettando provocatoriamente sul tavolo una manciata di matite colorate. Il suo olio “Dietro le quinte”, con i manichini vestiti e quelli smontati riversi sul pavimento è emblematicamente specchio di un cuore che si dimena cercando certezze, intime armonie, per scoprire, infine, solo vuoto e falsità, sotto l’apparenza dorata delle cose. “Primi bagliori”, opera incisiva e splendidamente accattivante, a prima vista concentra l’attenzione del fruitore sulle vivide pieghe del lenzuolo e dei cuscini, poi lascia scorgere, a margine della narrazione, una sottoveste ed un paio di scarpe smisuratamente piccoli rispetto alle dimensioni globali. I primi raggi di sole, invece che illuminare una scena d’amore, scoprono un letto irrimediabilmente vuoto e gli emblemi della femminilità, accantonati e dimenticati, rivela surrealisticamente un’amarezza interiore che, partendo dall’esperienza sensoriale, ha coinvolto tutta l’esistenza in un moto di intenso disincanto. Sempre “donna” nella sua pittura, Rossella Montagna è capace di sintesi di rara intensità, che coinvolgono nell’ardore formale e sconcertano nella nudità del loro messaggio intrinseco, ma sanno donarci, comunque, la speranza di un tocco di luce. Sempre.

giuseppe giannantonio
Giuseppe Giannantonio

Critico d'Arte - Roma

L’Arte pittorica di Rossella Montagna è simbolistica e surreale. Esprime sentimenti ed emozioni attraverso la figura femminile ben delineata, grande equilibrio di forme e colore, immagini suggestive dove tutto si interpreta e dove affiorano ataviche paure, false ipocrisie, messaggi liberatori della donna del nostro tempo. Anche quando interpreta la “Natura”, l’Artista mostra competenza e coinvolgimento nella costruzione pittorica e formale creando situazioni coloristiche che danno un effetto romantico e pregnante nella cascata d’acqua e nel verde erba del paesaggio. Infine, dimostra consapevolezza nella tecnica e nell’ispirazione artistica.

giuseppe -santoiemma
Giuseppe Santoiemma

Critico d'Arte

Scorrendo i titoli delle più importanti Personali e Collettive, delle Rassegne d’arte contemporanea cui la pittrice ha partecipato in Italia e all’estero, nonchè dei concorsi e dei premi vinti dal 1990 ad oggi, si resta sorpresi ed ammirati dal prestigioso curriculum di Rossella Montagna, un’Artista “in progress”, una donna volitiva, perseverante, inquieta ed indomita che, pur continuando a mietere successi, non si è mai cullata sugli allori, ma ha inteso varcare i confini dell’ovvio, oltrepassare i parametri dell’ordinario, alla conquista di mete sempre più elevate.

Dopo anni di studio, d’applicazione costante, Rossella è pervenuta alla corrente artistica dell'”Iperrealismo”, un approdo nè semplice, nè agevole, passato attraverso influenze di correnti e d’artisti a noi più vicini nel tempo, dai surrealisti Magritte e Dalì, al metafisico Giorgio De Chirico, per finire alle contaminazioni della Pop-art americana nella rappresentazione replicata ed esasperata d’oggetti della civiltà consumistica.
E’ da ammirare nella pittura di Rossella Montagna la gradevole e nitida impaginatura del quadro, il sapiente gioco combinatorio d’oggetti dai colori vivaci e squillanti che risaltano per contrasto da un fondo scuro, immersi come sono in un fascio di luce reso da un giallo arancio che taglia a metà la tela.
L’Artista supera la realtà dipingendola con tale esattezza da andare oltre le capacità visive dell’occhio umano, perchè ci costringe all’analisi di ciò che noi siamo abituati a vedere per sintesi. Nella sua pittura c’è una straordinaria attenzione ad oggetti che nella brillantezza dei colori stanno lì di fronte a noi, con una sensibilità sotterranea e sottintesa in una concezione panteistica del mondo che dà anima oltre agli esseri viventi, anche a piante e cose.
Come immagine di copertina del suo catalogo, Rossella ha scelto un olio su tela di cm.80×80, dal titolo “La beffa”. Il quadro raffigura in primo piano di spalle un nudo di donna in posizione fetale, con accanto un copricapo da giullare. “La beffa” sottolinea, in chiave drammatica, le frustrazioni e le angosce esistenziali di una donna ferita nell’orgoglio, derisa, umiliata ed offesa.
La contorsione del corpo e la plasticità delle forme conferiscono, tuttavia, al nudo una segreta carica erotica che trasmette, a livello inconscio, un inconfessato desiderio di concupiscenza, un pò come le sensuali donne dipinte dalla polacca Tamara De Lempicka.
Volendo trovare il bandolo della matassa che, dipanato, possa farci da guida nella lettura di questi quadri, dobbiamo partire dalla tela “Dolce inganno”, un olio su tela di cm. 60×80 che raffigura Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre. Di lato l’albero del melo con il serpente tentatore, al centro le plastiche figure dei nostri primi progenitori che in tono dimesso, con senso di colpa, si allontanano dall’Eden. Il tema, sia pure in chiave moderna, risente a livello d’ispirazione, nella postura delle figure e nella plasticità delle forme dell’influsso del Masaccio.
Nel nostro ideale percorso potremmo poi soffermarci su una tela dal titolo “Luce” (cm. 50×100). Si tratta di una donna ritratta di spalle che dorme nel suo letto sognando amori impossibili. La postura divaricata della donna, l’abbraccio con il guanciale, le lucide lenzuola di seta sottolineano un’atmosfera carica d’eros.
Lo stesso tema, senza tuttavia la presenza femminile è in “Primi bagliori” (cm. 60×80): un talamo nuziale disfatto, lenzuola di seta spiegazzate ed ancor calde dell’umana presenza e, ai piedi del letto, scarpe con tacco ed un corpetto dismesso.
Di chiaro significato simbolico è la “Danza di ceri” (cm. 80×120), un’opera imponente con evanescenti figure femminili a mò di fiammelle, che accennano passi di danza. Piccoli geni, fatine, proiezione dei nostri sogni, creature di un iperuranio fantastico nel quale noi tutti vorremmo vivere.
Orientaleggianti alcune delicate immagini di donne in chimono nella tela “La farfalla di gesso” , un olio di cm. 80×80 che ripropone la grazia e la soavità delle fanciulle nipponiche dagli occhi a mandorla.
D’ispirazione dechirichiana, per via dei manichini e di quell’aura senza tempo, la tela “Dietro le quinte” (60×80), oggetti inanimati disseminati per terra, alcuni in piedi e vestiti, sembrano debbano all’improvviso muoversi e parlare e raccontare una storia.
Speranze, delusioni, chimere! Non è tutto oro quello che è luce. Alle mirabolanti e progressive conquiste della donna nel mondo occidentale, fanno da contraltare condizioni d’inferiorità, quasi di schiavitù nel mondo islamico, sopratutto nell’Afganistan dei Talebani. Rossella sente come una sferzata sulla pelle tale dramma e lo denunzia a chiare lettere in una sua tela intitolata “Natura silente”, un quadro ad olio di cm.60×80, dove in primo piano spicca la sagoma di una persona avvolta in un involucro di plastica argentata. Sullo sfondo paletti tra loro collegati con filo spinato, mentre nell’aria volteggiano veli e drappi colorati, simbolo di una femminilità conculcata e repressa, ma non doma.
A conclusione di questo immaginario percorso, possiamo infine collocare “Insolito clero” (cm. 60×80) che propone in primo piano alcune donne in abito talare, i colori sono vivaci, sullo sfondo la sagoma inconfondibile della basilica di S. Pietro. Il tutto per ricordare l’assurda pretesa delle donne che, nella loro smania di femminismo oltranzista, non esitano a chiedere per loro anche il ministero sacerdotale.
Artista di grandi mezzi espressivi e di forte carica vitale, Rossella Montagna perviene ad un “Iperrealismo magico”; la pittrice non si limita ad isolare gli oggetti e ad esaltarne in una sorta di estraniamento forme e colori, ma vi s’immerge con tutta l’anima in una disperata ricerca di verità e d’assoluto, proiettando interrogativi inquietanti e destando coinvolgimenti emozionali e psichici del fruitore.
A corredo delle rappresentazioni iconiche, alcune delicate liriche, scritte da Rossella in punta di penna e poi gelosamente custodite nel cassetto dei sogni, che fanno risaltare la delicatezza d’animo e la serietà del sentire di chi affida oltre che ai colori, ora anche alle parole, la sua voglia d’infinito.
A questa pittrice di talento e poetessa in fieri, l’augurio di un radioso avvenire.
Ad majora semper, Rossella, “in hoc sigmo vinces”.

carmela amati
Prof.ssa Carmela Amati

Docente dell’Università di Bari e Dirigente Scolastica

Grazie all’intelligenza attenta e vivace, al gusto raffinato ed elegante, all’ intuizione tutta realismo e oggettivismo che non disdegna però la tendenza a un simbolico surrealismo, Rossella Montagna ci rivela qualcosa di più enigmaticamente originale, un punto di vista specifico voluto da una razionale e critica, spesso ironica e burlona visione del mondo, del fenomeno naturale, artificiale, sociale, reso in schemi figurativi linearmente armonici, equilibrati e profusi di tonalità policrome, gradevoli e accattivanti.

L’ Arte, per Rossella è economia del sentimento, emozione che tende ad esprimere e perfezionare la bontà della forma rinvigorendo il contenuto, tanto che lo specifico della sua produzione artistica è sviluppo di relazioni formali, spaziali, tonali, che empatizzano repentinamente con il fruitore visivo suscitando dopo la tensione percettiva una immediata liberazione emotiva.
La “materia” cromaticamente e spazialmente proposta e disposta non è motivo, per Rossella, di sfoggio di idee ma comunicazione della propria reazione emotiva e critica di fronte ad essa e ciò che simbolizza nei valori comuni.
Emerge dalle tele, il ritratto intimo di una donna aperta alla vita, alle sue sfaccettature, consapevole del suo “humor”, volta alla ricerca continua di estetiche armonie, intesa quale mistero della semplicità. Una donna dagli sguardi non arroccati rigidamente, ma prospettici, che si impongono all’oggetto, lo seguono, si adattano ad esso e lo relativizzano caricandolo di transfert e simboli indotti.
Il “remake” della figura femminile è tappa obbligatoria, dopo l’interesse prestato alle “cose”, proprio per la natura fervida, vivace di Rossella attenta al “glamour” di tendenza; la donna mai come oggi è soggetto e/o oggetto al centro di stili, comportamenti e intelligenze, è “mood” di transizione.
Rossella, stupenda disegnatrice, usa il corpo femminile identificandolo nello spazio figurativo attraverso prospettiche sinuosità curvilinee, creando la luce come vuole Matisse mediante una giustapposizione sensitiva di colori puri.
Il tratto curvo è una “non-stop” di rimandi, allusioni, tipicamente umane, è l’immagine della totalità del rapporto tra il mondo e l’io; anche nella Genesi la prima forma visibile è un arcobaleno; è un’immagine benefica dai poteri rasserenanti; l’uomo di Leonardo è inserito nel cerchio e si apre a tutte le direzioni.
La figura di ritorno, nella serie pittorica di Rossella è il richiamo alla autenticità della donna contemporanea assillata dagli eccessi di carrierismo ma determinata a una cifra diversa, meno monocorde, sintesi graduale di decisionismo e attributi femminili: la rotondità è riqualificazione senza remore di un tranquillo quotidiano, il femminile non è rifugio ma un transfert verso un futuro rinnovato.
Le donne di Rossella sono svariate: intelligenti, sportive, eleganti, osannate, usate, vietate, integrate; sono manichini, abiti, “glamour”, “cocoon” ma pur sempre metamorfosi alla ricerca di nuovi significati di bellezza.
Rossella ha intuito che lo spirito autentico dei nostri tempi è un ritorno a origini forti e che il segno curvo, morbido, rifonda una poetica dell’oggetto, nel nostro caso autenticamente femminile che offre storia, solarità, sentimento.

giovanni amodio
Giovanni Amodio

Critico d'Arte e Giornalista

Le opere dell’Artista Rossella Montagna sono frutto di una continua ricerca, che la porta a prediligere, inizialmente, l’Arte del passato e successivamente, affinate le proprie qualità espressive ed i propri mezzi tecnici, punta decisamente all’esperienza iperrealistica, cioè l’estrema incarnazione dei principi del realismo. Esperienza che rappresenta una più matura esplorazione della propria interiorità e dell’inqiuetudine dell’uomo moderno. L’Artista tenta di frugare nell’intimo delle cose, che dunque uniscono ad una prepotente bellezza esteriore un’interiorità delicata e personalissima. La Montagna impagina in direzione simbolica-surreale i segni della civiltà consumistica, ne ricava modelli e moduli espressivi, per trarne significati e tematiche vicine alla riflessione concettuale.

giovanni parisi
Giovanni Parisi

Dirigente scolastico - Taranto

Rossella Montagna riscopre il senso profondo della femminilità e della donna; ma nel dissidio interiore e nella solitudine, nell’ebbrezza, nei fuggevoli aspetti dell’essere “Donna”, fragile ma pugnace, dominatrice ed accattivante. La bellezza non marmorea, ma elevata ad archètipo della femminilità.

elena quidello
Prof.ssa Elena Quidello

Giornalista e Critico d'Arte

Una piacevole aggressione alla percezione visiva; un coinvolgimento immediato dei sensi carezzevolmente imbrigliati da quella particolareggiata e ricercata interpretazione della realtà. L’Artista Rossella identifica la materia pittorica con il suo evidente ed estremistico bisogno di dare un’anima alle cose le quali, nella loro perfetta nitidezza cromatica e precisione formale, sembrano voler testimoniare con risolutezza la loro esistenza. “Noi siamo”, sembrano dire. Tutto è frutto della mirabile capacità dell’artista di definire spazi vivi e tangibili, dinamici nella loro apparente immobilità, niente affatto impenetrabili, nei quali cattura momenti di vita estendibili, con la potenza dell’immaginazione al di fuori del quadro stesso.

dina turco
Dina Turco

Giornalista e Critico d'Arte

Rossella Montagna si è imposta nel panorama artistico jonico grazie ad una sorprendente tecnica pittorica di tutto pregio, non certo scevra dei grandi assunti culturali dell’arte.
La rosa cromatica della quale l’Artista fa uso sagace, vede una predominanza delle tonalità brillanti, d’impatto per così dire. Lo spettro luminoso che rotea attorno agli oggetti “narrati”, li ammanta d’un turgore visivo che impone quasi alla mano di carezzare la tela, proprio per saggiarne la consistenza. Nel costrutto mai lineare, benchè poi di facile lettura e di ancor più semplice presa sentimentale, l’Artista è capace – attraverso determinate scelte cromatiche e perfette ombre e chiaroscuri – a restituire su tela il messaggio della “vita vitale”, con la freschezza dell’ordinario, con qualche accostamento forzato ma di sicuro effetto.
Oltre alla maestria esecutiva, nelle opere di Rossella Montagna vi è quel quid di professionalità, di ispirazione e di estro, da rendere – ogni singola tela – un grande ed edificante momento di rappresentazione vera dell’Arte, oltrechè del mondo.

Livio garbuglia
Livio Garbuglia

Critico d’arte e Curatore artistico - Roma

CHIMERA ALATA
E’ una carrellata di bellezza femminile, quella allestita dagli immaginifici riflettori cinematografici di Rossella Montagna, nella serena statuaria bellezza dei corpi femminili; una chimera alata, saldabile al valore ontologico legato alla sottilissima accezione della bellezza-coscienza e dei suoi referenti da conquistarsi al largo di una verità conosciuta e di uno stile.

Antonio spirito
Antonio Spirito

Artista

Conosco Rossella da quando poco più che ventenne muoveva i suoi primi passi in quel campo meraviglioso che è la Pittura. Questa branca dell’Arte è tutta la nostra vita perchè rappresenta l’esplosione dei nostri sentimenti. La sua innata profonda passione per la pittura ha oggi appagato quell’intimo desiderio, sempre presente in ogni Artista degno di questo nome, di mostrare a tutti l’elaborato dei suoi pensieri e dei suoi sogni più reconditi. Silenziosamente il suo talento giovanile ha mostrato tutta l’intensità della sua forza. La luminosità delle opere, e la scelta con elegante raffinatezza dei suoi caldi colori, fanno trasparire la sua forte personalità e nel contempo la dolcezza del suo essere e la gioia di vivere che alloggia in sè. “Rossella, metti la tua mano sul cuore, chiudi per un attimo i tuoi occhi e ti troverai in sintonia con me perchè, lo sappiamo, la pittura, con i suoi colori che si fondono sulla tela, unendo le menti porge al cuore di tutti la nostra grande sensibilità d’animo”.

dario pisconti
Dario Pisconti

Artista

Nella Pittura Contemporanea è interessante rilevare che, da una parte, si determinano tendenze al processo dell’azzeramento della realtà, cioè in una riduzione del fatto artistico ad alcuni dati primari: la tela stessa, come superficie o come spazio delimitato da una cornice e teso da un telaio; il colore come superficie o stesura esibita nel suo aspetto tecnico-oggettivo, senza alcun riferimento a dati di realtà esterna o di stato emozionale.

Dall’altra parte sussistono tendenze che annettono all’opera frammenti, oggetti e rappresentazioni del vivere quotidiano. Quest’ultimo indirizzo tocca punti essenziali della problematica nella pittura di Rossella Montagna, dove la tela, trasformandosi in una esaltazione iperrealistica di immagini familiari o metropolitane, investe problematiche auto-riflessive, problematiche che toccano i retroterra socio-culturali ed emozionali dell’inconscio contemporaneo. Nelle sue tele vi è una pregnanza espressivo-comunicativa che decisamente volge le composizioni e le strutturazioni degli argomenti trattati nella direzione di un rilancio accrescitivo della facoltà di “Immagine”. Questi lavori sono esenti da contaminazioni e non si trovano agganci o proposte alla pittura mass-mediata contemporanea. Quindi esperienza di alto livello dove si realizza una forma ed una tecnica rigorosissima e straordinariamente matura, sino a toccare il livello della esemplarità. L'”esattezza allucinata” dell’Iperrealismo di Rossella Montagna occupa una posizione importante nel nostro tempo per radicalità di un linguaggio figurativo lucidamente immesso entro punti nodali della conflittualità del nuovo secolo.

raffaele polo
Raffaele Polo

Scrittore, Giornalista e Critico d'Arte

Un “credo” tra i più comuni (e sbagliati) dell’Arte contemporanea, vuole che gli “iperrealisti” siano “artisti di serie B”. O, peggio, semplici esteti che non aggiungono nulla a quel travaglio, a quella ricerca drammatica che fa dell’Arte qualcosa di irrinunciabile ed originale. Non siamo assolutamente d’accordo con questa opinione e, anzi, ci capita spesso di soffermarci con gioia a verificare tutto lo spessore, l’arguzia e il pathos che recepiamo dai lavori di chi ha scelto meticolosità, chiarezza e incisività per lanciare i propri messaggi. E’ il caso di Rossella Montagna, giovane artista, che sceglie proprio il percorso iperreale, modellandolo con schiettezza simbolica ed approdando nel surreale.

Ma sublimando il proprio discorso nel romanticismo più schietto.
Le opere di Rossella sono surreali perchè partono dalla descrizione del presente, della vita di ogni giorno, per giungere ad una espressione che travalica tempo e dimensioni;
sono simboliche perchè raggiungono facilmente l’animo dell’osservatore, comunicando idee semplici ed immutabili: Amore, Vita, Colore, Gioia. Ma anche Illusione, Tristezza, Noia, Disperazione;
Sono romantiche perchè, alla fine, c’è sempre un guizzo, un tocco di colore, una sapiente curvatura che lancia un segno di speranza nell’uomo, nell’arte, nello spirito.
Abbandoniamoci con fiducia alle suggestioni cromatiche e concettuali di questa capace artista: ne trarremo un indubbio beneficio e comprenderemo tutta la complessa ed intrigante verità che il messaggio iperreale segna nel nostro tempo.

maria claudia simotti
Maria Claudia Simotti

Giornalista e Critico d’Arte – Roma

Avvolte nel sapiente drappeggio di paramenti rituali, le posture enfatiche di figure atteggiate all’estasi di un ripiegamento interiore , mimano il distacco ieratico del raccoglimento contemplativo, in cui Rossella Montagna, giunge a delineare la fisionomia universale di una naturale propensione spirituale connaturata all’umanità anche nel tempo storico globale dell’era ipertecnologica.

elena cicchetti
Elena Cicchetti

Pittrice e Critico d’arte - Viterbo

Una pittura solare, fresca, sincera, che mette in risalto la giovinezza nelle sue parti più espressive. Dipinge i sentimenti e le emozioni che affiorano dal suo io. Le sue figure femminili non sono mai completamente svestite, ma sempre avvolte da drappi che danno alla figura morbidezza ed eleganza. Le sue opere “iperrealistiche” creano un impatto emozionale di notevole importanza: emozione nata da situazioni semplici, senza grandi tensioni, dominate sempre dalla apparente serenità dello spirito e dalla felicità cromatica. L’artista con la sua pittura riesce a trasmettere emozioni di sensazioni e di ricordi. Con appassionata capacità introspettiva mette in risalto le mille sfaccettature umorali e mimetiche affidandole alla rappresentazione pittorica, quali messaggi di sincera umanità, di serenità, di gioia di vivere. Riesce a nascondere quell’io a volte turbato e pensieroso con la sua festa di colori e la delicatezza del suo tratto, creando opere di entusiasmante impatto cromatico e raffinata fattura.